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Indice argomenti Prodotti forestali La materia prima Anatomia e riconoscimento del legno Identificazione Identificazione delle latifoglieIdentificazione delle latifoglieLEGNO DI LATIFOGLIE Esame Macroscopico Innanzi tutto si osserva la presenza o meno del cosiddetto anello poroso, formato dai grandi vasi primaverili disposti a cerchio; poi se i raggi sono visibili ad occhio nudo, se il durame e l'alburno sono differenziati, il colore del legno e la sua tessitura. Il legno di Latifoglie, essendo eteroxilo, è caratterizzato dalla contemporanea presenza di più tipologie di elementi anatomici ed in particolare: - dalla presenza di vasi, spesso anche di grosso diametro e, generalmente, ben visibili ad occhio nudo che, se osservati con una lente di ingrandimento, presentano, rispetto alle tracheidi delle Conifere, una sezione circolare od ellittica, lume più ampio e pareti cellulari di spessore ridotto; - dalla presenza di raggi parenchimatici anche di tipo pluriseriato (a seconda delle specie legnose), per cui se il campione in esame presenta grossi raggi ben visibili ad occhio nudo, non potrà che essere di legno di Latifoglie; - da anelli di accrescimento spesso poco marcati. Caratteri anatomici e proprietà utili per il riconoscimento macroscopico del legno di Latifoglie:
Sezione trasversale
Esame Microscopico Sezione trasversale: si osservano per primi i vasi (forma della sezione, le dimensioni, differenza fra vasi primaverili ed autunnali, il numero e la distribuzione di questi ultimi nell'anello di accrescimento, la presenza al loro interno di tille); poi quali tipi di raggi sono presenti (monoseriati, pluriseriati o aggregati); quindi la presenza, la quantità e la disposizione del parenchima assiale; infine la presenza di cristalli nelle cellule parenchimatiche. Sezione longitudinale-radiale: si esaminano per primi i vasi (tipo di perforazione esistente, tipo e distribuzione delle punteggiature intervascolari e delle punteggiature raggio-vaso, presenza di ispessimenti spiralati); poi i raggi (il tipo, cioè omocellulare o eterocellulare, o se entrambi i tipi quale sia il tipo prevalente); eventuale presenza di cristalli all'interno delle cellule parenchimatiche. Sezione longitudinale-tangenziale: si osservano il tipo e la forma della sezione dei raggi, la forma della sezione delle singole cellule parenchimatiche che li costituiscono, il tipo di perforazione vasale, l'eventuale presenza di ispessimenti spiralati delle pareti vasali. Tabella di riscontro delle dimensioni dei vasi nella sezione trasversale di una latifoglia
Caratteri diagnostici utili per il riconoscimento microscopico del legno di Latifoglie:
Sezione trasversale
Sezione longitudinale radiale
Sezione longitudinale tangenziale
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