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   04-Apr-2007  Stampa solo questa pagina  Mostra la mappa

Identificazione delle latifoglie

a cura di CNR - IVALSA  email Autore  URL Autore

LEGNO DI LATIFOGLIE

Esame Macroscopico

Innanzi tutto si osserva la presenza o meno del cosiddetto anello poroso, formato dai grandi vasi primaverili disposti a cerchio; poi se i raggi sono visibili ad occhio nudo, se il durame e l'alburno sono differenziati, il colore del legno e la sua tessitura.

Il legno di Latifoglie, essendo eteroxilo, è caratterizzato dalla contemporanea presenza di più tipologie di elementi anatomici ed in particolare:

- dalla presenza di vasi, spesso anche di grosso diametro e, generalmente, ben visibili ad occhio nudo che, se osservati con una lente di ingrandimento, presentano, rispetto alle tracheidi delle Conifere, una sezione circolare od ellittica, lume più ampio e pareti cellulari di spessore ridotto;

- dalla presenza di raggi parenchimatici anche di tipo pluriseriato (a seconda delle specie legnose), per cui se il campione in esame presenta grossi raggi ben visibili ad occhio nudo, non potrà che essere di legno di Latifoglie;

- da anelli di accrescimento spesso poco marcati.

Caratteri anatomici e proprietà utili per il riconoscimento macroscopico del legno di Latifoglie:

Sezione trasversale

a) Elementi vasali

Formanti o meno anello poroso

Frequenza e distribuzione dei vasi tardivi all'interno dell'anello di accrescimento

(Eventuale presenza di tille)

b) Alburno e durame

Colore ed eventuale differenza cromatica

Rapporto tra le due porzioni

c) Raggi parenchimatici

Visibili o meno ad occhio nudo

d) Lucentezza

e) Massa volumica

f) Odore

Esame Microscopico

Sezione trasversale: si osservano per primi i vasi (forma della sezione, le dimensioni, differenza fra vasi primaverili ed autunnali, il numero e la distribuzione di questi ultimi nell'anello di accrescimento, la presenza al loro interno di tille); poi quali tipi di raggi sono presenti (monoseriati, pluriseriati o aggregati); quindi la presenza, la quantità e la disposizione del parenchima assiale; infine la presenza di cristalli nelle cellule parenchimatiche.

Sezione longitudinale-radiale: si esaminano per primi i vasi (tipo di perforazione esistente, tipo e distribuzione delle punteggiature intervascolari e delle punteggiature raggio-vaso, presenza di ispessimenti spiralati); poi i raggi (il tipo, cioè omocellulare o eterocellulare, o se entrambi i tipi quale sia il tipo prevalente); eventuale presenza di cristalli all'interno delle cellule parenchimatiche.

Sezione longitudinale-tangenziale: si osservano il tipo e la forma della sezione dei raggi, la forma della sezione delle singole cellule parenchimatiche che li costituiscono, il tipo di perforazione vasale, l'eventuale presenza di ispessimenti spiralati delle pareti vasali.


Tabella di riscontro delle dimensioni dei vasi nella sezione trasversale di una latifoglia

Tipo di elementi vasali

Dimensione (diametro)

Descrizione

Tessitura del legno

Minuti

Inferiore a 100 mm

Visibili con lenti

Molto fine

Piccoli

Medi

Grandi

Tra 100 e 200 mm

Tra 200 e 300 mm

Superiore a 300 mm

Difficilmente visibili ad occhio nudo

Facilmente visibili ad occhio nudo

Chiaramente visibili ad occhio nudo, tanto da formare striature nelle sezioni longitudinali

Fine

Media

Grossolana

Caratteri diagnostici utili per il riconoscimento microscopico del legno di Latifoglie:

Sezione trasversale

a) Elementi vasali

Forma della sezione, dimensione e disposizione

Frequenza e disposizione degli elementi vasali del legno tardivo

Eventuale presenza di tille

b) Raggi parenchimatici

Tipologia (monoseriati, pluriseriati od aggregati)

Eventuale presenza di cristalli nelle cellule parenchimatiche

c) Parenchima assiale

Eventuale presenza

Abbondanza

Disposizione (paratracheale, apotracheale)

Sezione longitudinale radiale

a) Elementi vasali

Tipo di perforazione vasale

Tipo e disposizione delle punteggiature

Eventuale presenza di ispessimenti elicoidali sulle pareti

b) Raggi parenchimatici

Tipologia (omocellulari od eterocellulari)

c) Cristalli

Eventuale presenza all'interno delle cellule parenchimatiche

Sezione longitudinale tangenziale

a) Elementi vasali

Tipo di perforazione vasale

Tipo e disposizione delle punteggiature intervascolari

Eventuale presenza di ispessimenti elicoidali sulle pareti

b) Raggi parenchimatici

Tipologia (omocellulari od eterocellulari)

Forma della sezione dei raggi

Forma della sezione delle singole cellule che li compongono

c) Cristalli

Eventuale presenza all'interno delle cellule parenchimatiche


 
 
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