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SegagioneSi tratta dell’operazione di prima trasformazione più comune sul legno, ed è basata sull’asportazione di truciolo. Esistono parecchie tipologie e sottotipologie di impianti, riconducibili a tre principali gruppi:
Le lame sono di vari tipi, in funzione delle necessità hanno taglienti più larghi della parte portante in modo da evitare che quest’ultima possa fare attrito sulle superfici del legno. Ciò si ottiene per appiattimento della testa del tagliente (detta anche “dente”) oppure mediante la piegatura alternata dei taglienti a destra ed a sinistra. La geometria degli angoli del tagliente varia molto in funzione del tipo di impianto, della specie legnosa, della velocità e direzione di taglio necessaria (ottenimento prevalentemente di superfici radiali o tangenziali). In ogni caso, i tre angoli individuati dallo spigolo del tagliente hanno la seguente denominazione e funzione principale:
Altra caratteristica molto importante delle lame è la “gola” esistente tra due denti successivi, che serve a contenere il truciolo (segatura) fino alla sua espulsione. Il volume della segatura è maggiore di 3-6 volte rispetto al volume di legno che lo ha originato, in funzione della specie legnosa, dell’umidità del legno e della morfologia del tagliente. Pertanto, una “gola” di volume sufficiente è indispensabile per l’ottenimento di superfici prive di difetti, per la durata delle lame e per la sicurezza degli operatori. A questo riguardo è necessario ricordare che alcune specie legnose hanno, come difetto tipico, un elevato contenuto in silice o addirittura la presenza di concrezioni minerali: ciò rende molto più breve la durata delle lame. Un problema analogo è quello posto dalla presenza di sassi incastrati nella corteccia, che fa ritenere il tronco scortecciato preferibile in generale. Si deve inoltre ricordare che la scortecciatura contribuisce anche a rendere visibili o più evidenti certi difetti dei tronchi (deviazioni della fibratura, grossi nodi...) ed evita lo sviluppo di infestazioni di insetti. L’unico inconveniente della scortecciatura è, normalmente, il costo dell’operazione. Spesso la scortecciatura viene eseguita in segheria, per far sì che la corteccia serva a proteggere la superficie dei tronchi durante l’esbosco ed il trasporto, che pertanto debbono essere rapidi. In alcuni casi, purtroppo frequenti in certe zone, la presenza di schegge o pallottole nascoste all’interno dei tronchi rappresenta un grosso problema per la sicurezza degli operatori. Gli schemi di segagione sono molteplici, finalizzati ad un preciso scopo, come la massima resa volumetrica, la massima resa in una specifica qualità, l’eliminazione di certi difetti, l’ottenimento di superfici con un determinato aspetto etc.. Esistono svariati sistemi automatici di rilevazione della forma, delle dimensione e dei difetti che consentono di ottimizzare l’impostazione dello schema di segagione, tronco per tronco. Il settore dei supporti informatici per la segheria è in continua e costante evoluzione, e sta portando ad un elevato grado di specializzazione dei sistemi operativi e gestionali. Ad esempio, si possono citare i casi della centratura rispetto al midollo (1), della presa in considerazione dei difetti di rastremazione (2) e di rastremazione ed eccentricità (3) dei tronchi.
Oppure, si possono ricordare le tipiche modalità di :
Ma alcuni software permettono anche altre possibilità di ottimizzazione. Pertanto, parlare genericamente di rese di segagione può apparire riduttivo, a fronte di esigenze così diverse e di tanta specializzazione degli strumenti. In realtà, i concetti generali rimangono sempre validi:
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