|
||||||||
|
Benvenuto Ospite |
||||||||
|
Utilizzazione dei prati e dei pascoli I prati e i pascoli vengono utilizzati dagli animali direttamente mediante il pascolamento oppure in maniera differita mediante opportuni sistemi di conservazione (prati). La scelta del metodo dipende principalmente dal tasso di crescita e dalla qualità della risorsa erbacea.
FienagioneIl primo metodo sicuramente è il più diffuso in Italia anche se è caratterizzato da una serie di problemi come ad esempio le elevate perdite meccaniche e lo stretto legame con l’andamento climatico che ne condiziona la realizzazione e di conseguenza le caratteristiche del prodotto finale. La fienagione sfrutta l’azione dell’energia solare per far evaporare il contenuto di acqua dei tessuti vegetali appena sfalciati; l’erba rimane in campo fino a quando il tenore di umidità è sceso al 15-20%, valore necessario affinché i processi di respirazione e fermentazione vengono inibiti e con essi termina il consumo delle sostanze nutritive. Il periodo di permanenza dello sfalcio in campo dipende dall’andamento climatico, in linea generale si può affermare che ad un periodo lungo si associa una minore qualità del fieno e un elevato rischio di perdite meccaniche.InsilamentoProprio a seguito delle problematiche legate alla fienagione si è diffusa la conservazione tramite insilamento. Questo metodo prevede la conservazione del foraggio allo stato fresco inducendo processi di fermentazione anaerobiche che impediscono l’insorgenza di pericolosi processi dovuti a microrganismi aerobi. La tecnica consiste nell’immagazzinamento del foraggio seguendo una serie di accorgimenti che favoriscono la degradazione lattica degli zuccheri e il conseguente abbassamento del pH, condizioni inadatte alla vita dei batteri clostridici.Uso della risorsaIl pascolamento è da ritenersi il metodo più semplice ed economico di utilizzazione dei pascoli che nelle aree marginali, collinari e montane, offre la possibilità di realizzare una forma estensiva di allevamento zootecnico. Rappresenta infatti l’unica possibilità di utilizzazione in aree in cui l’offerta produttiva è troppo bassa per poter essere conservata e date le difficili condizioni stazionali risulta impossibile realizzare modalità di gestione che prevedono un livello, anche minimo, di meccanizzazione. Va ricordato anche il vantaggio che si ha grazie alla restituzione diretta da parte degli animali di sostanza organica al pascolo, inoltre gli stessi animali traggono giovamento nello spostarsi sulle superfici pascolive in quanto aumentano la loro capacità respiratoria e circolatoria. Il pascolamento però è strettamente dipendente dai ritmi di crescita dell’erba soprattutto nelle aree caratterizzate da produzioni con elevata stagionalità, inoltre la sua realizzazione è influenzata negativamente dall’eccessiva frammentazione delle proprietà e unitamente alla necessita di personale capace di gestire gli animali al pascolo. |
|
||||||
Ricercaforestale.it risulta conforme alla vigente normativa sull'editoria (L. 62 del 7 marzo 2001), non trattandosi di pubblicazione avente carattere di periodicità, bensì di prodotto aggiornato a seconda del materiale ricevuto e disponibile per l'inserimento. ![]() Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di Ricercaforestale sono rilasciati sotto licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Unported. ![]() Risoluzione consigliata: 1024x768. |
||||||||