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   17-Apr-2007  Stampa solo questa pagina  Stampa pagina con tutte le sottopagine  Mostra la mappa

Composizione Floristica

a cura di Elisa Bianchetto  email Autore  URL Autore
ISSeL SOP Firenze

Oltre alla tecnica di pascolamento per una corretta gestione è necessario essere a conoscenza della composizione floristica della risorsa erbacea intesa come l’insieme delle specie che la compongono e i relativi rapporti quantitativi che intercorrono fra di esse. Questo parametro è importante sia a scopo scientifico che applicativo infatti, utilizzando idonei coefficienti, è possibile stabilire la capacità di carico ottimale, parametro importantissimo per la gestione delle risorse pascolive.

Metodi descrittivi

I metodi descrittivi per lo studio della composizione floristica consistono nel realizzare la lista delle specie presenti alle quali viene attribuito un valore stimato “ad occhio” che corrisponde alla percentuale di terreno ricoperta dalla specie.
Il più utilizzato di questi metodi è quello proposto da Braun-Blanquet con rilievo delle specie tramite una scala di frequenza con valori compresa fra 1-5 e tramite l’attribuzione del segno “+” alle specie sporadiche e della lettera “r” alle specie definite rare. I metodi descrittivi hanno il vantaggio di richiedere ridotti tempi di realizzazione ma peccano per essere molto soggettivi ed influenzati da vari fattori come ad esempio la taglia o la fioritura delle specie che possono ingannare e portare ad attribuire valori maggiori rispetto a quelli reali.

Campionamento statistico

Un’altra categoria di metodi si basa sul campionamento statistico e precisamente sulla correlazione fra la frequenza delle specie e il loro ricoprimento.
In campo pastorale viene utilizzato comunemente il metodo fitoecologico dell’analisi lineare secondo Daget & Poissonet che prevede rilievi puntuali e non per aree come avviene invece con i metodi descrittivi.
Il metodo è di facile realizzazione e prevede l’impiego di comuni strumenti: si stende sul terreno una rotella metrica per la lunghezza di 6,60 m e ad intervalli di 20 cm (misure normalmente impiegate in aree pascolive) viene posizionata verticalmente una bacchetta (ex un ferro da maglia) e vengono rilevate tutte le specie che la toccano.
Il numero di contatti fra una singola specie e la bacchetta rappresenta la frequenza specifica (fs), parametro che può essere assunto come misura del ricoprimento delle singole specie.
Rapportando la fs di una specie al totale delle fs delle specie rilevate lungo un transetto e moltiplicando il valore ottenuto per cento si ottiene il contributo specifico(cs) che approssimativamente può essere considerato come la biomassa relativa:


Il metodo è di semplice realizzazione ma rispetto a quelli descrittivi richiede tempi più lunghi, ha il vantaggio di essere oggettivo e di meglio adattarsi alle esigenze degli studi di tipo pastorale. Essendo un rilievo di tipo puntuale necessita di un elevato numero di repliche per caratterizzare correttamente l’area in esame. È più adatto a situazioni in cui la vegetazione non è di taglia elevata; la lunghezza della linea di flora può essere variata a seconda dell’omogeneità del cotico così come il numero di rilievi può essere ridotto in situazioni di scarsa variabilità vegetazionale.

Carico ottimale

È inoltre un importante parametro in quanto per mezzo di esso si arriva a determinare il valore pastorale e successivamente il carico animale, fondamentale per la pianificazione della gestione del pascolo. Determinando il carico ottimale è possibile dimensionare la mandria in funzione delle risorse disponibili allo scopo di evitare che si inneschino fenomeni di degrado tipici delle aree sovra o sotto-caricate.
 
 
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