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Indice argomenti - Pianificazione forestale - Storia - La descrizione delle particelle assestamentali - Bernetti G., 1989 - La descrizione particellare

   09-Mag-2007  Stampa solo questa pagina  Mostra la mappa

Bernetti G., 1989 - La descrizione particellare

a cura di Paolo Cantiani  email Autore  URL Autore
ISSeL
Bernetti G. , 1989, Assestamento Forestale. Quaderni di tecnica e ambiente. D.R.E.A.M. ITALIA.


La descrizione particellare è il resoconto dei caratteri di popolamento e di stazione di ciascuna particella o sottoparticella.

Nell’assestamento moderno le descrizioni particellari hanno assunto una grande importanza per due motivi.

Il primo motivo è che nei boschi a produzione legnosa gli interventi devono essere differenziati in modo da ridurre l’effetto ambientale dei tagli mediante una adeguata aderenza alle condizioni di popolamento e di stazione. Pertanto la descrizione deve dare sufficienti elementi generali per orientare il responsabile del taglio che, poi, terrà conto delle differenze tratto per tratto con maggiore dettaglio.

La seconda ragione è che nei boschi a protezione naturalistica le descrizioni particellari costiruiscono la base di studio globale ed estensivo delle condizioni e delle evoluzioni dei popolamenti. Dopo, gli specialisti che intendono eseguire studi approfonditi potranno individuare, sulla base delle descrizioni particellari, le stazioni meritevoli di analisi intensive…. .

Le descrizioni particellari vengono riportate in appendice al piano in un apposito elenco prospettico (il registro particellare) che presenta contestualmente anche i dati quantitativi: superficie, età, dati dendrometrici e dati stazionali.

Le modalità di rilevamento descrittivo

La descrizione è il resoconto sintetico di quanto è stato annotato nel corso di una visita alla particella operata da un rilevatore qualificato e da un aiutante. Al termine, direttamente in bosco, ci si sofferma a stendere un appunto nella veste più definitiva possibile.

Modernamente ci si avvale di apposite schede predisposte alla registrazione dei caratteri osservati. Si prosegue anche per punti descrittivi, cioè per luoghi di sosta interni alla particella in cui si riempie una piccola scheda (scheda di punto) e, al termine, si riempie la scheda generale di particella come sintesi dei risultati delle schede di punto. Ai fini formativi e didattici, è sempre opportuno richia­marsi ai metodi tradizionali.

I costi di descrizione non sono irrilevanti; d'altra parte è difficile eseguire rilievi accurati in boschi poco penetrabili (per esempio nei cedui giovani) oppure in stazioni accidentate o pericolose, pertanto non è possibile né necessario eseguire tutte le operazioni con il medesimo criterio di rilevamento descrittivo.

Il rilevamento descrittivo completo

Si esegue percorrendo a virate tutta la particella con totale copertura della superficie a raggio di sguardo. Così si possono osservare tutti gli elementi di vegetazione, anche i piani inferiori, la rinnovazione e il sottobosco.

Il rilevamento descrittivo parziale

E l'unico possibile nei boschi molto intricati: si procede per vie di facilitazione (strade, viottoli, crinali, ecc.) che attraversano la particella; a intervalli regolari si fanno puntate per osservare il bosco all'interno.

rilevamento descrittivo panoramico

Si esegue osservando le particelle dal versante opposto: non consente di osservare i piani inferiori di vegetazione e molti dettagli, la prospettiva può esagerare l'impressione della densità. Però il rilevamento panoramico consente di osservare e di localizzare prontamente gli inclusi particellari più evidenti: per esempio i vuoti di copertura arborea.

Il rilevamento panoramico serve soprattutto come integrazione del rilevamento parziale; si usa da solo unicamente per particelle estremamente accidentate.

rilevamento descrittivo per fotointerpretazione

Ha un valore analogo al rilevamento panoramico con possibilità di precisione molto legate alla qualità delle fotografie aeree disponibili.

Le divisioni delle descrizioni

La descrizione della particella si articola in cinque parti:

  1. dati anagrafici: foresta, numero di particella, località (toponimo più vicino), proposta di attribuzione alla compresa;
  2. descrizione del popolamento;
  3. descrizione della stazione;
  4. proposte di intervento;
  5. annotazioni di servizio (da non riportare nel registro particellare): rilievi dendrometrici da eseguire, accertamenti necessari a completare la descrizione, ecc.
 
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