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La Legge quadro sugli Incendi Boschivi
n.353/2000 richiede alle regioni la redazione di Piani di
Previsione, Prevenzione e Lotta attiva contro gli incendi
boschivi. Le regioni nell’arco temporale trascorso sinora hanno
risposto in maniera differente alla legge, così come già
al tempo della pubblicazione della stessa era differente sia lo
stato di conoscenza del fenomeno sia l’impegno nell’organizzare
e programmare il settore antincendi boschivi.
I Piani di Previsione, Prevenzione e Lotta attiva agli Incendi
Boschivi di recente redazione, seguito denominati “Piani AIB”,
hanno evidenziato, così come era emerso per i Piani
Territoriali Forestali, una moltitudine di approcci differenti
con intensità pianificatorie variabili.
La Pianificazione AIB è disciplina complessa per i
differenti contenuti che essa raduna: coesistono nel medesimo
piano dalla programmazione di interventi forestali preventivi
alla pianificazione strategica di protezione civile.
Le componenti comuni ai vari Piani AIB e previste dalla Legge
Quadro sugli Incendi Boschivi n. 353/2000 e relative Linee guida,
aventi rilevanza ai fini della presente trattazione, risultano
essere:
- la valutazione del rischio
di incendio, che si traduce in una zonizzazione dei livelli
di sensibilità alla fenomenologia. Tale zonizzazione è
basata generalmente su elaborazioni della banca dati storica
degli incendi boschivi, completata dall'analisi dei principali
fattori predisponenti, condotta con dettaglio spaziale
compatibile alla scala di piano e partendo in genere da dati già
disponibili (DTM, Carta delle Tipologie Forestali).
- l'organizzazione dell’apparato
per la valutazione del pericolo di incendio: essa viene
eseguita monitorando, a scansioni temporali variabili, parametri
prevalentemente di natura climatica provenienti da sensori
distribuiti sul territorio. Permette, mediante elaborazioni
effettuate da appositi modelli previsionali, di valutare la
probabilità che si sviluppino incendi per aree omogenee
individuate sul territorio.
- linee guida selvicolturali e criteri di gestione
forestale finalizzati a ridurre il potenziale pirologico delle
coperture, eventuali indicazioni gestionali per i popolamenti
percorsi dal fuoco, ai fini di garantirne la loro
ricostituzione. I PFT, qualora assumano funzione di “Piano
regolatore delle foreste”, possono recepire tali indicazioni
rendendole esecutive.
Le Aree di Base, secondo una denominazione comunemente
adottata in molti Piani AIB, sono le unità minime della
zonizzazione del rischio, hanno spesso scala sovracomunale e per
le regioni alpine spesso coincidono con i confini di CM.
Raramente i Piani AIB intraprendono attività
conoscitive sul campo atte a misurare indicatori e parametri
utili a fini pirologici, molto spesso invece essi si appoggiano a
strati informativi precostituiti, quali inventari forestali
regionali e relative carte delle tipologie forestali.
I Piani Forestali Territoriali, solo in assenza di Piani AIB a
scala locale e studi appositamente dedicati, dovrebbero indagare
gli aspetti pirologici delle coperture forestali raccogliendo
nelle fasi inventariali e di zonizzazione gli attributi idonei a
definire:
- il regime di eventi che
potrebbe interessare tali soprasuoli,
- la "suscettività"
dei popolamenti,
- la loro resistenza e la resilienza.
Questo al fine di:
- indirizzare la gestione
forestale proposta sul comprensorio a scala di settore di
gestione,
- canalizzare le risorse finanziarie rese disponibili dal
Piano AIB regionale e da altre fonti in opere e interventi
puntuali, collocati laddove essi risultano effettivamente utili.
Nel PFT la problematica degli incendi può essere
affrontata conoscendo:
- la struttura del combustibile
forestale,
- il probabile comportamento del
fuoco,
- le dinamiche vegetazionali
post-incendio
- la resistenza delle singole specie.
Queste variabili devono essere messe in rapporto alle
caratteristiche delle tipologie forestali.
Necessari approfondimenti devono essere condotti nella fase
del piano denominata a seguire "analisi delle funzioni e
delle vulnerabilità".
- la scala del PFT è di
maggior dettaglio rispetto a quella dei Piani Regionali di
Previsione, Prevenzione e Lotta attiva contro gli incendi
Boschivi;
- la pianificazione AIB a scala
di PFT risulti pressoché inesistente ma quantomai
necessaria,
- il PFT si presti, per la sua
forma e per i suoi contenuti, ad assumere alcune funzioni di
“Piano Antincendio Boschivo” di area vasta, almeno sino a
che tali strumenti pianificatori non assumeranno diffusione: in
quel momento rimarranno comunque considerevoli le necessità
di dialogo e compatibilità fra i due tipi di Piano.
Ispirandosi all’impostazione di Piano AIB regionale, il PFT
dovrebbe trattare separatamente della prevenzione, della lotta
attiva e della ricostituzione, definendo misure con dettaglio dei
singoli settori di gestione. A seguire alcuni esempi di misure a
portata di PFT:
- prevenzione: essa è
finalizzata a mitigare la componente di rischio pirologico e
incrementare resistenza e resilienza dei popolamenti
all’incendi, si attua mediante misure selvicolturali di
differente tipo, calibrati a scala di settore di gestione.
Interventi:
- diradamenti, spalcature ecc…
adottando determinati accorgimenti nella conduzione dei
cantieri di utilizzazione
- realizzazione di viali
tagliafuoco di differente tipo
- fuoco prescritto,
decespugliamenti
- lotta attiva:
localizzazione sul territorio di infrastrutture AIB (Piazzole
per atterraggio elicotteri, vasche ecc..), pianificazione della
viabilità forestale.
- ricostituzione:
- linee guida, con dettaglio
della tipologia forestale e specificazioni per le differenze
situazioni morfologiche e pedologiche,
- impostazione del sostegno finanziario all'attività
di ricostituzione.
In Regione Lombardia indicazioni AIB sono presenti nei
"Criteri Tecnico Amministrativi per la Redazione dei Piani
di Indirizzo Forestale" (REGIONE LOMBARDIA, 2003),
specificando che, per quanto riguarda le problematiche legate
agli incendi boschivi, il piano dovrà prendere atto del
“Piano Regionale per la programmazione delle attività di
Previsione, Prevenzione e Lotta attiva contro gli Incendi
Boschivi” adattando le previsioni in virtù della scala
di maggior dettaglio del P.I.F. rispetto al piano regionale
contro gli incendi boschivi.
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bibliografia
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