|
Il fondo dell’Unione europea per lo Sviluppo Rurale (FESR)
risulta essere ad oggi la principale risorsa di finanziamento
comunitario per la politica agro-forestale.
Strumento centrale nella programmazione dello sviluppo rurale
2000/2006 è stato il Piano regionale di Sviluppo Rurale
(PSR): le regioni attraverso i PSR e i POR (Piani Operativi
Regionali) traducono la loro volontà politica in programmi
di interventi e attività soggette a cofinanziamento da
parte di Fondi comunitari.
Prossimi alla conclusione del primo periodo di programmazione
dello sviluppo rurale (2000-2006), è emerso un eccessivo
livello di dettaglio dei PSR, con conseguenze negative quali una
notevole rigidità che rende difficili gli adeguamenti in
corso d'opera (MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE FORESTALI –
DIREZIONE GENERALE PER LE POLITICHE STRUTTURALI E LO SVILUPPO
RURALE, 2005).
Il nuovo periodo di programmazione dello sviluppo rurale
prende inzizio dall'approvazione del nuovo regolamento sullo
sviluppo rurale, disponibile per la consultazione nelle "fonti
bibliografiche" insieme al precedente regolamento.
Il nuovo approccio per la programmazione dello sviluppo
rurale è definibile "strategico": vede
articolare la strategia di intervento dal livello comunitario
(con orientamenti approvati dal Consiglio dell'Unione Europea) a
quello nazionale (con il PSN o Piano Strategico Nazionale nel
settore dello Sviluppo Rurale) a quello regionale (con i
tradizionali PSR o Piani di Sviluppo Rurale).
A livello nazionale viene rivista l'impostazione del Piano
Strategico Nazionale nel settore dello sviluppo Rurale: La nuova
impostazione ha come fondamenti il rispetto del principio di
sussidiarietà, la ricerca di un maggiore livello di
flessibilità finanziaria, la verificabilità degli
obiettivi.
L'impegno del PSN si concentrerà sugli assi prioritari
elencati nel nuovo Regolamento sullo Sviluppo Rurale
(competitività nel settore agricolo e forestale; gestione
del territorio; diversificazione dell'economia rurale; qualità
della vita nelle zone rurali) permettendo dunque un migliore
utilizzo della flessibilità concessa dalla Commissione
agli stati membri.
Il PSN conterrà norme e indirizzi metodologici per i
Piani regionali di Sviluppo Rurale, definendo un livello minimo
di accuratezza degli stessi. Pianificherà inoltre un
apparato per il monitoraggio e la valutazione al fine di
verificare a cadenza annuale l'applicazione dei programmi.
Secondo il cronoprogramma impostato dal Ministero per le
Politiche Agricole e Forestali, con l'approvazione del
regolamento definitivo e degli Orientamenti Strategici entro
settembre 2005, prevedendo la redazione del PSN (impostato sin da
gennaio 2005) entro dicembre 2005, i PSR regionali, la cui
preparazione è iniziata in aprile 2005, saranno approvati
entro giugno 2006.
Per il settore forestale, importanti risultano essere i
rapporti fra il Piano Forestale Regionale e il PSR: nel dettaglio
le considerazioni sullo stato delle foreste, le intenzioni, le
attività e relative priorità previste nel PSR
saranno indirizzo principale nell’impostazione della parte
forestale del PSR.
Orientati dalla lettura del nuovo "Regolamento sul
Sostegno allo Sviluppo Rurale da parte del Fondo europeo agricolo
per lo sviluppo rurale" (Reg. CE n.1698/2005), si
evidenziaranno a seguire possibili sinergie attivabili fra le due
pianificazioni: i legami potrebbero infatti generarsi nel
prossimo periodo di programmazione dei PSR 2007-2013, anche alla
luce del maggior peso assunto dal settore forestale nella
proposta di regolamento e delle crescente diffusione dei PFT.
Indicazioni di interesse forestale nel Regolamento (CE)
n.1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005, sul sostegno
allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo
sviluppo rurale
I capisaldi della politica comunitaria per lo sviluppo rurale,
ritenuti interessanti al fine della presente trattazione, sono
esposti a seguire in forma sintetica:
- l'azione della Comunità è complementare
a quella degli Stati membri o comunque in linea ad essa; lo
sviluppo rurale dovrebbe poter beneficiare del sostegno degli
Stati membri anche in assenza di cofinanziamento comunitario.
- occorre rafforzare il partenariato favorendo la
partecipazione di diverse tipologie di soggetti, nel pieno
rispetto delle competenze istituzionali degli Stati membri.
- i soggetti partecipanti dovrebbero essere coinvolti nelle
varie fasi di elaborazione, monitoraggio e valutazione dei
programmi.
- sulla base degli orientamenti strategici, ciascuno Stato
membro elabora il proprio piano strategico nazionale di
sviluppo rurale, che costituirà il quadro di
riferimento per la preparazione dei programmi di sviluppo rurale
che ne rappresentano gli strumenti attuativi.
- la silvicoltura forma parte integrante dello
sviluppo rurale e dunque il sostegno all'utilizzazione
sostenibile del suolo dovrebbe includere la gestione sostenibile
delle foreste e il loro ruolo multifunzionale.
- le foreste di proprietà privata svolgono un
ruolo importante nell'economia delle zone rurali, meritano
pertanto di essere sovvenzionate con aiuti comunitari volti a:
- incrementarne il valore economico,
- diversificarne la produzione
- espandere gli sbocchi di mercato per i loro prodotti in
settori quali quello dell'energia rinnovabile, mantenendo nel
contempo la gestione sostenibile e il ruolo multifunzionale
delle foreste.
Il sostegno allo sviluppo rurale punta al raggiungimento di
determinati obiettivi, ad ognuno dei quali coincidono “Assi”,
radunanti a loro volta specifiche “Misure” di finanziamento
da parte del FESR. Ecco i contenuti ritenuti di maggiore
importanza per l'ambito forestale:
- accrescere la competitività del settore agricolo e
forestale sostenendo la ristrutturazione, lo sviluppo e
l'innovazione;
- accrescimento del valore economico delle foreste: gli
investimenti si basano su piani di gestione di aziende più
grandi di una dimensione minima definita a livello nazionale.
Sostenute anche operazioni concernenti il miglioramento
dell’accessibilità, la ricomposizione e il
miglioramento fondiario.
- accrescimento del valore aggiunto dei prodotti
forestali: Occorre incentivare il miglioramento nei settori
della trasformazione e della commercializzazione di
prodotti forestali tramite sostegno degli investimenti,
rivolgendosi come regola generale a imprese al di sotto di una
determinata dimensione, considerate maggiormente in grado di
accrescere il valore aggiunto della produzione locale. Il
sostegno sarà indirizzato a investimenti finalizzati a:
- introdurre nuove tecnologie e innovazione
- promuovere la produzione di energia rinnovabile da
biomasse agricole e forestali
- incoraggiare l’integrazione orizzontale e verticale
delle filiere
- aprire nuovi sbocchi di mercato per i prodotti agricoli
e forestali, migliorare la qualità, elevare i livelli
di protezione ambientale, sicurezza sul lavoro, igiene e
benessere degli animali
- valorizzare l’ambiente e lo spazio naturale sostenendo
la gestione del territorio;
- imboschimento di terreni agricoli e non agricoli; Ai
fini della protezione dell'ambiente, della prevenzione degli
incendi e delle calamità naturali e dell'attenuazione
del cambiamento climatico, occorre estendere e migliorare la
massa forestale mediante l'imboschimento di superfici
agricole o di altre superfici in maniera confacente
all'ambiente, alle condizioni locali e tale da potenziare la
biodiversità.
- primo impianto di sistemi agroforestali su terreni
agricoli;
- indennità Natura 2000; Data l'importanza delle
foreste per l'efficace attuazione delle direttive 79/409/CEE
(Direttiva Uccelli) e 92/43/CEE (Direttiva Habitat), è
opportuno offrire ai detentori di aree forestali un sostegno
specifico per far fronte a particolari vincoli derivanti
dall'applicazione di tali direttive.
- pagamenti silvoambientali; Occorre indennizzare i
detentori di aree forestali per gli investimenti non
remunerativi necessari all'adempimento degli impegni
silvoambientali o di altri obiettivi ambientali o che, nelle
foreste, valorizzino in termini di pubblica utilità le
zone interessate.
- ricostituzione del potenziale forestale e interventi
preventivi;
- Occorre incentivare la ricostituzione del potenziale
forestale danneggiato da disastri naturali e da incendi, nonché
adeguati interventi preventivi.
- sostegno agli investimenti non produttivi.
- migliorare la qualità di vita nelle zone rurali e
promuovere la diversificazione delle attività economiche.
I PFT potranno assumere differenti ruoli nei confronti dello
sviluppo rurale: Le analisi del piano e la proposta di gestione
forestale sul territorio potrebbero divenire utile strumento per
la programmazione regionale delle risorse finanziarie e della
contribuzione comunitaria allo sviluppo rurale.
La proposta di regolamento evidenzia come, per garantire
l’efficienza degli aiuti comunitari a favore della gestione del
territorio (2° asse), gli Stati membri dovranno designare le
zone d'intervento ammissibili ad alcune delle misure dell’asse.
Tale attività potrebbe essere eseguita dai PFT; in
particolare potrebbero essere individuate:
- Le zone idonee all'imboschimento per motivi ambientali
quali la protezione contro l'erosione, la prevenzione delle
calamità naturali o l'espansione della massa forestale
per attenuare il cambiamento climatico,
- Le zone boschive ad alto o medio rischio d'incendio.
Un possibile iter per la concessione di finanziamenti per la
gestione forestale potrebbe basarsi su una definizione a livello
regionale delle tipologie di intervento forestale generali e
delle relative aree ammesse a contributo, prevedendo una
procedura per la richiesta del finanziamento atta a verificare la
compatibilità con le indicazioni di Piano, quale ulteriore
rafforzamento dell'efficacia dello stesso.
I PFT potrebbero dunque essere l'occasione per impostare
azioni collettive a livello territoriale che assicurino un
impatto significativo con una conseguente maggiore efficenza
globale dell'erogazione finanziaria.
|