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   18-Mag-2007  Stampa solo questa pagina  Mostra la mappa

Rapporti con la Pianificazione per lo Sviluppo Rurale

a cura di Bovio G., Ceccato R., Marzano R.  email Autore  URL Autore
Agroselviter

Il fondo dell’Unione europea per lo Sviluppo Rurale (FESR) risulta essere ad oggi la principale risorsa di finanziamento comunitario per la politica agro-forestale.

Strumento centrale nella programmazione dello sviluppo rurale 2000/2006 è stato il Piano regionale di Sviluppo Rurale (PSR): le regioni attraverso i PSR e i POR (Piani Operativi Regionali) traducono la loro volontà politica in programmi di interventi e attività soggette a cofinanziamento da parte di Fondi comunitari.

Prossimi alla conclusione del primo periodo di programmazione dello sviluppo rurale (2000-2006), è emerso un eccessivo livello di dettaglio dei PSR, con conseguenze negative quali una notevole rigidità che rende difficili gli adeguamenti in corso d'opera (MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE FORESTALI – DIREZIONE GENERALE PER LE POLITICHE STRUTTURALI E LO SVILUPPO RURALE, 2005).

Il nuovo periodo di programmazione dello sviluppo rurale prende inzizio dall'approvazione del nuovo regolamento sullo sviluppo rurale, disponibile per la consultazione nelle "fonti bibliografiche" insieme al precedente regolamento.

Il nuovo approccio per la programmazione dello sviluppo rurale è definibile "strategico": vede articolare la strategia di intervento dal livello comunitario (con orientamenti approvati dal Consiglio dell'Unione Europea) a quello nazionale (con il PSN o Piano Strategico Nazionale nel settore dello Sviluppo Rurale) a quello regionale (con i tradizionali PSR o Piani di Sviluppo Rurale).

A livello nazionale viene rivista l'impostazione del Piano Strategico Nazionale nel settore dello sviluppo Rurale: La nuova impostazione ha come fondamenti il rispetto del principio di sussidiarietà, la ricerca di un maggiore livello di flessibilità finanziaria, la verificabilità degli obiettivi.

L'impegno del PSN si concentrerà sugli assi prioritari elencati nel nuovo Regolamento sullo Sviluppo Rurale (competitività nel settore agricolo e forestale; gestione del territorio; diversificazione dell'economia rurale; qualità della vita nelle zone rurali) permettendo dunque un migliore utilizzo della flessibilità concessa dalla Commissione agli stati membri.

Il PSN conterrà norme e indirizzi metodologici per i Piani regionali di Sviluppo Rurale, definendo un livello minimo di accuratezza degli stessi. Pianificherà inoltre un apparato per il monitoraggio e la valutazione al fine di verificare a cadenza annuale l'applicazione dei programmi.

Secondo il cronoprogramma impostato dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, con l'approvazione del regolamento definitivo e degli Orientamenti Strategici entro settembre 2005, prevedendo la redazione del PSN (impostato sin da gennaio 2005) entro dicembre 2005, i PSR regionali, la cui preparazione è iniziata in aprile 2005, saranno approvati entro giugno 2006.

Per il settore forestale, importanti risultano essere i rapporti fra il Piano Forestale Regionale e il PSR: nel dettaglio le considerazioni sullo stato delle foreste, le intenzioni, le attività e relative priorità previste nel PSR saranno indirizzo principale nell’impostazione della parte forestale del PSR.

Orientati dalla lettura del nuovo "Regolamento sul Sostegno allo Sviluppo Rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale" (Reg. CE n.1698/2005), si evidenziaranno a seguire possibili sinergie attivabili fra le due pianificazioni: i legami potrebbero infatti generarsi nel prossimo periodo di programmazione dei PSR 2007-2013, anche alla luce del maggior peso assunto dal settore forestale nella proposta di regolamento e delle crescente diffusione dei PFT.

Indicazioni di interesse forestale nel Regolamento (CE) n.1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale

I capisaldi della politica comunitaria per lo sviluppo rurale, ritenuti interessanti al fine della presente trattazione, sono esposti a seguire in forma sintetica:

  • l'azione della Comunità è complementare a quella degli Stati membri o comunque in linea ad essa; lo sviluppo rurale dovrebbe poter beneficiare del sostegno degli Stati membri anche in assenza di cofinanziamento comunitario.
  • occorre rafforzare il partenariato favorendo la partecipazione di diverse tipologie di soggetti, nel pieno rispetto delle competenze istituzionali degli Stati membri.
  • i soggetti partecipanti dovrebbero essere coinvolti nelle varie fasi di elaborazione, monitoraggio e valutazione dei programmi.
  • sulla base degli orientamenti strategici, ciascuno Stato membro elabora il proprio piano strategico nazionale di sviluppo rurale, che costituirà il quadro di riferimento per la preparazione dei programmi di sviluppo rurale che ne rappresentano gli strumenti attuativi.
  • la silvicoltura forma parte integrante dello sviluppo rurale e dunque il sostegno all'utilizzazione sostenibile del suolo dovrebbe includere la gestione sostenibile delle foreste e il loro ruolo multifunzionale.
  • le foreste di proprietà privata svolgono un ruolo importante nell'economia delle zone rurali, meritano pertanto di essere sovvenzionate con aiuti comunitari volti a:
    • incrementarne il valore economico,
    • diversificarne la produzione
    • espandere gli sbocchi di mercato per i loro prodotti in settori quali quello dell'energia rinnovabile, mantenendo nel contempo la gestione sostenibile e il ruolo multifunzionale delle foreste.

Il sostegno allo sviluppo rurale punta al raggiungimento di determinati obiettivi, ad ognuno dei quali coincidono “Assi”, radunanti a loro volta specifiche “Misure” di finanziamento da parte del FESR. Ecco i contenuti ritenuti di maggiore importanza per l'ambito forestale:

  • accrescere la competitività del settore agricolo e forestale sostenendo la ristrutturazione, lo sviluppo e l'innovazione;
    • accrescimento del valore economico delle foreste: gli investimenti si basano su piani di gestione di aziende più grandi di una dimensione minima definita a livello nazionale. Sostenute anche operazioni concernenti il miglioramento dell’accessibilità, la ricomposizione e il miglioramento fondiario.
    • accrescimento del valore aggiunto dei prodotti forestali: Occorre incentivare il miglioramento nei settori della trasformazione e della commercializzazione di prodotti forestali tramite sostegno degli investimenti, rivolgendosi come regola generale a imprese al di sotto di una determinata dimensione, considerate maggiormente in grado di accrescere il valore aggiunto della produzione locale. Il sostegno sarà indirizzato a investimenti finalizzati a:
      • introdurre nuove tecnologie e innovazione
      • promuovere la produzione di energia rinnovabile da biomasse agricole e forestali
      • incoraggiare l’integrazione orizzontale e verticale delle filiere
      • aprire nuovi sbocchi di mercato per i prodotti agricoli e forestali, migliorare la qualità, elevare i livelli di protezione ambientale, sicurezza sul lavoro, igiene e benessere degli animali
  • valorizzare l’ambiente e lo spazio naturale sostenendo la gestione del territorio;
    • imboschimento di terreni agricoli e non agricoli; Ai fini della protezione dell'ambiente, della prevenzione degli incendi e delle calamità naturali e dell'attenuazione del cambiamento climatico, occorre estendere e migliorare la massa forestale mediante l'imboschimento di superfici agricole o di altre superfici in maniera confacente all'ambiente, alle condizioni locali e tale da potenziare la biodiversità.
    • primo impianto di sistemi agroforestali su terreni agricoli;
    • indennità Natura 2000; Data l'importanza delle foreste per l'efficace attuazione delle direttive 79/409/CEE (Direttiva Uccelli) e 92/43/CEE (Direttiva Habitat), è opportuno offrire ai detentori di aree forestali un sostegno specifico per far fronte a particolari vincoli derivanti dall'applicazione di tali direttive.
    • pagamenti silvoambientali; Occorre indennizzare i detentori di aree forestali per gli investimenti non remunerativi necessari all'adempimento degli impegni silvoambientali o di altri obiettivi ambientali o che, nelle foreste, valorizzino in termini di pubblica utilità le zone interessate.
    • ricostituzione del potenziale forestale e interventi preventivi;
    • Occorre incentivare la ricostituzione del potenziale forestale danneggiato da disastri naturali e da incendi, nonché adeguati interventi preventivi.
    • sostegno agli investimenti non produttivi.
  • migliorare la qualità di vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione delle attività economiche.

I PFT potranno assumere differenti ruoli nei confronti dello sviluppo rurale: Le analisi del piano e la proposta di gestione forestale sul territorio potrebbero divenire utile strumento per la programmazione regionale delle risorse finanziarie e della contribuzione comunitaria allo sviluppo rurale.

La proposta di regolamento evidenzia come, per garantire l’efficienza degli aiuti comunitari a favore della gestione del territorio (2° asse), gli Stati membri dovranno designare le zone d'intervento ammissibili ad alcune delle misure dell’asse. Tale attività potrebbe essere eseguita dai PFT; in particolare potrebbero essere individuate:

  • Le zone idonee all'imboschimento per motivi ambientali quali la protezione contro l'erosione, la prevenzione delle calamità naturali o l'espansione della massa forestale per attenuare il cambiamento climatico,
  • Le zone boschive ad alto o medio rischio d'incendio.

Un possibile iter per la concessione di finanziamenti per la gestione forestale potrebbe basarsi su una definizione a livello regionale delle tipologie di intervento forestale generali e delle relative aree ammesse a contributo, prevedendo una procedura per la richiesta del finanziamento atta a verificare la compatibilità con le indicazioni di Piano, quale ulteriore rafforzamento dell'efficacia dello stesso.

I PFT potrebbero dunque essere l'occasione per impostare azioni collettive a livello territoriale che assicurino un impatto significativo con una conseguente maggiore efficenza globale dell'erogazione finanziaria.

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