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Dendrometria - generalitàL'uomo ha sempre cercato di misurare la realtà che lo circonda al fine di conoscerla e utilizzarla. Specifici settori della ricerca scientifica hanno lo scopo di sviluppare metodi e strumenti idonei a valutare le dimensioni degli oggetti indagati: tra questi, la dendrometria, disciplina tra le più antiche e approfondite tra quelle prettamente forestali. La dendrometria nasce e si sviluppa in relazione alla funzione produttiva del bosco. Ciò è dovuto al ruolo economico storicamente svolto dalle risorse forestali quali fonte della materia prima legno: le dimensioni degli alberi, oggetto della dendrometria, sono state considerate semplici variabili indipendenti per la rigorosa espressione funzionale del volume e dell'incremento legnoso del bosco. Diverse sono state le definizioni di dendrometria:
In seguito all’evoluzione delle conoscenze e del pensiero forestale che hanno portato a considerare il bosco come un “sistema biologico”, la produzione legnosa è divenuta un interesse subordinato alla tutela di interessi di carattere più generale. Pertanto, l'esigenza di guardare al bosco come sistema vivente (fruibile dall'uomo, ma in misura sostenibile) evidenzia la necessità di approfondirne la conoscenza da questo punto di vista e fa emergere più chiaramente l'ampio spettro di potenzialità della dendrometria. In questa prospettiva, la dendrometria può essere definita come la «scienza che misura le dimensioni degli alberi per comprendere la vita del bosco» (Portoghesi e Corona, 1994). Essa fornisce la rappresentazione qualitativa e quantitativa delle dimensioni delle diverse componenti del sistema e delle uniformità che risultano dai loro rapporti. Questi aspetti sono espressi con un linguaggio formale e astratto per eccellenza, quello dei numeri. Certamente i complessi fenomeni che caratterizzano la vita del bosco non sono esaustivamente riducibili in termini numerici, tuttavia gli elementi di questo linguaggio, rappresentati da variabili semplici (area basimetrica, biomassa radicale, incremento legnoso del fusto, area fogliare, ecc.) o composte (rapporti tra più variabili) hanno un significato che non è solamente fisico, ma anche bioecologico, riferito a quelli che sono i principali elementi costituenti il sistema bosco. Fondamentale risulta poi il valore delle analisi dendrometriche in ambito previsionale, diagnostico e di indagine storica, premessa per la definizione delle modalità gestionali di un soprassuolo forestale. La dendrometria è dunque uno strumento propedeutico alla selvicoltura, all’economia e all’assestamento forestale. La dendrometria è oggi suddivisa in tre sezioni: la Dendrometria (sensu strictu), che si occupa dei metodi di determinazione del volume legnoso di alberi e soprassuoli forestali; la Dendroauxometria, che si occupa dei metodi di determinazione degli accrescimenti legnosi di alberi e soprassuoli forestali; gli Inventari forestali, che consistono nel rilevamento della superficie, composizione, struttura, massa legnosa, caratteri ecologici, ecc. dei boschi di territori di ampiezza più o meno vasta, eseguito ai fini della pianificazione forestale, territoriale e ambientale. |
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