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   05-Dic-2007  Stampa solo questa pagina  Mostra la mappa

Aspetti tecnici

Orazio Ciancio

La selvicoltura sistemica comporta l’esecuzione contemporanea di tagli al popolamento adulto e cure colturali alla rinnovazione (Figura 3). L’obiettivo è l’efficienza funzionale dell’ecosistema. Le operazioni colturali non seguono specifici schemi. Si effettuano in relazione alle necessità del popolamento in modo da facilitare la rinnovazione naturale continua e diffusa. Il monitoraggio bioecologico degli effetti della reazione dei popolamenti agli interventi effettuati è la guida per apportare eventuale correttivi. In breve, si adotta l’approccio scientifico di «prova ed errore».

La provvigione, come previsto dal sistema modulare, è basata sul criterio minimale (Ciancio et al.,1981; Ciancio, 1991a). È maggiore o uguale a 100-150 m3 per ettaro se la composizione del popolamento è costituita prevalentemente da specie a temperamento eliofilo. È maggiore o uguale a 200-250 m3 per ettaro se la composizione del popolamento è costituita prevalentemente da specie a temperamento intermedio. È maggiore o uguale a 300-350 m3 per ettaro se la composizione del popolamento è costituita prevalentemente da specie che sopportano l’aduggiamento, comunemente definite sciafile. I valori prospettati sono indicativi e, comunque, di larga massima. Nell’unità colturale variano in funzione delle condizioni stazionali, compositive e strutturali e delle reali necessità dei singoli popolamenti per conservare e aumentare la biodiversità e la complessità.

La selvicoltura sistemica prefigura boschi misti che non presentano una struttura definita nello spazio e nel tempo. Vale a dire, che non si caratterizzano né per la struttura coetanea né per quella disetanea né, tantomeno, per quella che comunemente è definita irregolare. Il motivo è evidente: l’irregolarità è alternativa alla regolarità. La selvicoltura sistemica non tende verso forme strutturali regolari e, di conseguenza, neppure verso quelle irregolari. I boschi trattati secondo i criteri guida della selvicoltura sistemica tendono verso la costituzione di silvosistemi autopoietici in equilibrio con l’ambiente.

 
 
 
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