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Indice argomenti - Inventari forestali - Inventariazione delle risorse forestali - Finalità e metodi degli inventari forestali

   11-Gen-2008  Stampa solo questa pagina  Stampa pagina con tutte le sottopagine  Mostra la mappa

Finalità e metodi degli inventari forestali


Un inventario forestale si configura come la descrizione statistica di attributi quantitativi e qualitativi che caratterizzano le risorse forestali di un dato territorio. In particolare, l’inventario forestale consiste nel rilevamento campionario delle cenosi forestali e dei sistemi naturali o seminaturali ad esse dinamicamente collegati, a livello di popolazioni, habitat, tipi forestali, ecosistemi e paesaggio, generalmente inquadrati nel contesto di una data unità amministrativa o politica (comprensorio, regione, nazione, ecc.). L’inventario forestale è dunque un sistema permanente di analisi collegato organicamente non solamente alla gestione forestale, ai vari livelli operativi, ma anche all’intera struttura del sistema di pianificazione ambientale e territoriale (Corona e Tabacchi, 2001).

Gli inventari su scala continentale, nazionale, regionale e comprensoriale si collocano in un’ottica di piano a lungo e medio periodo, con l’obiettivo di fornire agli amministratori le informazioni generali che servono a stabilire i modi e i tempi di un determinato disegno di politica forestale. Per contro, gli inventari a scala locale sono in genere indirizzati all’acquisizione di dati e informazioni che servono a definire le modalità per l’attuazione, a breve termine, di particolari progetti o interventi e spesso hanno carattere esclusivamente temporaneo.

Ai molteplici tipi di inventari forestali sono associate differenti modalità di configurazione e implementazione. Si possono però delineare caratteri metodologici comuni, che permettono di delineare un quadro degli strumenti inventariali valido, entro certi limiti, per i diversi livelli di intervento.

Validità e correttezza sotto il profilo statistico. Gli inventari forestali (sensu stricto) sono basati su schemi di campionamento statistico che permettono una stima delle incertezze che accompagnano le informazioni prodotte. L'insieme delle unità di campionamento deve essere statisticamente rappresentativo della popolazione. La rappresentatività si riferisce alla capacità del campione di fornire un'adeguata idea dei caratteri della popolazione e ciò dipende dal modo con cui esso viene estratto dalla popolazione stessa. Se l’estrazione avviene in modo soggettivo (la più antica, e ancora oggi probabilmente la più diffusa, modalità di campionamento adottata in ambito forestale ed ecobiologico), le statistiche ottenute devono essere ritenute, a priori, distorte e non vi è alcun modo per valutarne il grado di precisione. Nel caso dei campionamenti statistici, l’estrazione delle unità campionarie avviene su basi oggettive, mediante rigorose regole di selezione, cosicché l'affidabilità degli stimatori campionari può essere espressa in termini probabilistici quantitativi, come appunto avviene per gli inventari forestali.

Ottimizzazione del rapporto tra qualità delle informazioni e costo di acquisizione delle stesse. La qualità delle informazioni va intesa sia in termini di capacità rappresentativa, come rispondenza delle informazioni prodotte rispetto agli obiettivi desiderati, sia in termini statistici, come correttezza e precisione degli stimatori delle grandezze di interesse.

Potenzialità di integrazione dei dati rilevati con quelli di altre indagini. Nel passato anche recente, i programmi di monitoraggio delle risorse ambientali (foreste, acque superficiali…) sono stati definiti e implementati sulla base di esigenze informative spesso settoriali. Attualmente, le prospettive stanno cambiando e si registra una tendenza verso reti di monitoraggio multiobbiettivo, con più di una risorsa ambientale come target e con più soggetti, istituzionali e non, quali potenziali utenti finali delle informazioni prodotte. In quest’ottica, più che l’installazione di nuove reti di monitoraggio ambientale pensate in funzione dei nuovi requisiti, viene spesso preferita l’esplorazione di possibili forme di integrazione di dati forniti da reti diverse. Anche nella predisposizione di un inventario di tipo tradizionale è sempre importante accertare l’eventuale esistenza di informazioni sui caratteri oggetto di interesse, raccolte in precedenza (cartografie tematiche, valutazioni particolari, ecc.) e suscettibili di essere proficuamente recuperate all’interno del disegno campionario, ad esempio ai fini della suddivisione della popolazione in sottopopolazioni o ai fini del dimensionamento del campione. Nel contempo, nella fase di produzione dei risultati, è utile che le informazioni elaborate possano integrarsi con quelle di altre indagini, soddisfacendo quanto più estesamente possibile le esigenze della pianificazione forestale e ambientale, ai vari livelli.

Ripetibilità nel tempo dei rilievi e la controllabilità dei dati acquisiti. Fin dall’inizio devono essere considerati i vincoli e le potenzialità connesse con l’eventuale ripetizione del rilevamento inventariale sulla medesima popolazione. La realizzazione di una indagine che “fotografi” lo stato delle risorse può, a seconda degli scopi, essere in alcuni casi sufficiente, ma risulta di ausilio relativamente limitato ai fini della pianificazione della gestione forestale e ambientale, le quali trovano un significativo supporto informativo soprattutto nel monitoraggio della dinamica dei sistemi considerati.

 
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