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Telerilevamento
Con il termine telerilevamento si intende l’acquisizione di dati riguardanti la superficie terrestre dall’atmosfera o dallo spazio e l’insieme dei metodi e delle tecniche per la successiva elaborazione e interpretazione (Gomarasca, 2004). Le informazioni raccolte possono riferirsi a elementi che distano dall'osservatore da alcuni metri (proximal sensing) fino a migliaia di chilometri (remote sensing), come nel caso delle osservazioni effettuate da satellite. Il veicolo di informazione del telerilevamento generalmente è l'energia elettromagnetica, sia essa proveniente dal sole, emessa dalla terra o generata da strumenti radar o laser. Le stazioni di ripresa possono essere situate a diversa distanza dall’obiettivo: · piattaforme al suolo (proximal sensing). La strumentazione di ripresa è vincolata alla superficie terrestre . Un tipico esempio è rappresentato da un veicolo con un braccio elevabile su cui è montato lo strumento per la rilevazione: con esso si può operare in modo nadirale fino a circa 15 m di altezza: Osservazioni da queste piattaforme sono utilizzate per la taratura e la calibrazione delle immagini riprese da aereo o da satellite, per conoscere, con l’osservazione continua, l’andamento della riflettività spettrale nel tempo e, soprattutto, per correggere l’effetto dell’atmosfera. · piattaforme aeree impiegate a bassa quota (300 - 6000 m) per osservazioni su aree limitate, ad alta quota (fino a 20000 m) per rilevare informazioni su aree estese. · piattaforme satellitari impiegate nel telerivamento spaziale. L’osservazione della superficie terrestre da distanze orbitali (Earth Observation – EO) può avvenire a partire da quote di comprese fra 250 - 350 km (space Shuttle e navette con equipaggio in genere) fino a 35.800 km (satelliti metereologici, come il Meteosat). I satelliti che forniscono informazioni utili di osservazioni della Terra in campo ambientale orbitano ad una altezza compresa tra 450 e 900 km. Gli strumenti di rilievo utilizzati possono essere distinti in base al prodotto che forniscono: misure (radiometri, spettrofotometri, scatterometri, ecc.) o immagini (macchine fotografiche, dispositivi digitali di scansione, termocamere, ecc.). Tra i sistemi di remote sensing si distinguono sistemi attivi e sistemi passivi. Per sistema attivo si intende un dispositivo che rileva la risposta alla radiazione elettromagnetica inviata dallo strumento stesso sulla superficie investigata (a esempio, il radar). Per sistema passivo si intende un dispositivo che rileva la risposta elettromagnetica naturalmente riflessa o emessa dalle diverse superfici: se l’energia rilevata è quella riflessa (telerilevamento ottico), la fonte di questa energia è il sole; se l’energia rilevata è quella emessa, la sorgente di tale energia è la superficie stessa, in funzione del suo stato termico (Brivio e Zani, 1995).
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