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Global positioning systemIl GPS (Global Positioning System) è un sistema di posizionamento globale tramite triangolazioni satellitari che consente di determinare automaticamente le coordinate geografiche di un punto a terra. Il sistema, sviluppato e gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per scopi militari, ma accessibile anche all'utenza civile, è costituito da tre segmenti: un segmento spaziale, rappresentato dai satelliti artificiali orbitanti intorno alla Terra, un segmento di controllo, costituito da 5 stazioni di controllo a terra dislocate sul piano equatoriale e un satellite geostazionario, e un segmento di utilizzo, ovvero i ricevitori portatili utilizzati dagli utenti. Alla base della tecnologia vi sono metodi di triangolazione basati su misurazioni radiometriche di distanze tra un ricevitore (rover) e almeno 4 satelliti fra quelli che costituiscono il segmento spaziale (http://www.trimble.com/gps/how.html). La tecnica su cui si basa il GPS è detta Pseduo-Ranging. Ogni satellite è in grado di: - trasmettere, tramite onde radio, informazioni sulla propria posizione e sul proprio stato di funzionamento (messaggio D); - trasmettere, tramite onde radio, vari segnali da impiegare per il calcolo in tempo reale o differito (post-processing) della distanza utente-satellite; - ricevere e memorizzare informazioni sulla propria orbita trasmesse dal segmento di controllo, ed eventualmente correggere il proprio assetto e moto; - mantenere un segnale di tempo (clock) molto preciso utilizzando i quattro oscillatori atomici di bordo, da inviare al ricevitore a terra. Il ricevitore GPS è in grado di ricevere e interpretare il segnale proveniente da ciascun satellite, quindi la posizione del satellite stesso e l’istante in cui è partito il segnale radio. Possedendo un orologio piuttosto preciso, misura il tempo impiegato dal segnale per compiere la distanza satellite-ricevitore, lo moltiplica per la velocità di propagazione della luce e calcola la distanza tra se stesso e il satellite (Floris e Scrinzi, 1995; Scrinzi e Floris, 2000; Person, 2005). Compiendo questa operazione con tre satelliti il ricevitore potrebbe determinare trigonometricamente la propria posizione.
Intersezione tra le superfici rappresentanti la distanza tra il ricevitore e tre satelliti.
Nella determinazione della posizione del punto da rilevare, la sincronizzazione tra ricevitore e satellite copre un ruolo di fondamentale importanza. Un errore di un millesimo di secondo può portare ad un errore del calcolo della distanza ricevitore - satellite pari a 300 km. Disponendo di un quarto satellite, il computer interno al ricevitore è in grado di calcolare l’errore di tempo a carico del proprio orologio e correggerlo. È quindi possibile effettuare un posizionamento nelle tre dimensioni se il ricevitore ha in portata radio-ottica almeno quattro satelliti. Il ricevitore opera nello stesso modo simultaneamente con diversi satelliti, ricevendo i loro segnali sui canali di cui dispone(da 8 a 12); chiaramente, più è alto il numero di satelliti che può ricevere, maggiore sarà la precisione che può raggiungere in quanto potrà selezionare quelli che risultano avere un segnale migliore. La posizione dei satelliti è costantemente nota e il programma del ricevitore può, dunque, risolvere un sistema di equazioni che fornisce come soluzioni le coordinate del punto rispetto ad un determinato ellissoide di riferimento (il GPS adotta l’ellissoide convenzionale WGS 84). Le coordinate così determinate possono poi automaticamente essere trasformate secondo altri sistemi geodetici (ED 50, Gauss-Boaga) in base alle esigenze dell’utente. Attualmente l’accuratezza dei rilievi, con sistemi di rilievo professionali da land survey, riesce ad essere inferiore ai 10 m e a 15-25 m con ricevitori hobbistici di bassa gamma a frequenza singola (Scrinzi e Floris, 2000). Tuttavia diverse fonti di errore affliggono i posizionamenti mediante GPS. La copertura vegetale, in particolare le forme dei fusti e l’azione dell’acqua sulle foglie, e l’orografia possono compromettere in maniera significativa l’operatività del sistema, in quanto ostacolano la ricezione del segnale da parte del ricevitore (Wing et al., 2005). Tra le fonti di errore che generano le maggiori incertezze rientrano il Point of Diluition Of Precision (PDOP) ed il fenomeno del multipath. Il PDOP si traduce in un fattore moltiplicativo dell'errore minimo del sistema (cioè imputabile alla sola imperfezione intrinseca delle misure che il sistema attua), fattore che può essere più o meno elevato in funzione della configurazione geometrica della costellazione di 4 satelliti che il ricevitore impiega per effettuare il posizionamento in un certo istante. Tale configurazione varia continuamente nel tempo dal momento che i satelliti si muovono sulle loro orbite con tempi di rivoluzione attorno alla terra di 12 ore. Il PDOP (e quindi l'errore di posizionamento) è tanto più grande quanto più i satelliti visibili risultano raggruppati in certe zone del cielo. Il PDOP scende invece nell'evenienza opposta. In condizioni operative accettabili, i ricevitori hanno in portata radio-ottica più di quattro satelliti contemporaneamente e scelgono automaticamente i quattro che consentono di ottenere il PDOP più basso. Tale fonte di errore non può essere eliminata, ma solo tenuta sotto controllo imponendo ai ricevitori la non accettazione di posizionamenti affetti da PDOP superiore a determinate soglie di tollerabilità: nel settore forestale sono considerati accettabili rilievi eseguiti con valori di PDOP inferiori a 12 (Gilbert, 1995; Floris e Scrinzi, 1995). Il termine multipath individua il fenomeno di riflessione delle onde elettromagnetiche del segnale satellitare per effetto di oggetti circostanti l'antenna del ricevitore GPS (fabbricati, rocce, fusti e chiome arboree e lo stesso terreno). I segnali riflessi giungono all'antenna seguendo un percorso alterato (più lungo) rispetto al segnale diretto e ciò determina un errore di qualche metro nel calcolo delle distanze ricevitore-satelliti e quindi nel posizionamento. L'errore dovuto al multipath si verifica in qualsiasi condizione di rilievo, ma assume molta rilevanza in ambito forestale per la presenza di fusti e chiome, e ha un maggiore peso nel caso di rilevamento stazionario, durante il quale si registrano molte posizioni sullo stesso punto. Nel caso del rilevamento dinamico, infatti, gli oggetti riflettenti circostanti l'antenna variano continuamente e situazioni particolarmente critiche sotto questo aspetto influiscono solo localmente e per tempi limitati. A differenza del PDOP, questo tipo di errore non può essere tenuto direttamente sotto controllo. In riferimento a tale problema, e in particolare per l’impiego del GPS nel settore forestale, esistono ricevitori di nuova generazione studiati per la riduzione degli errori di multipath nel posizionamento stazionario prolungato.
Schema del procedimento di DPGS.
Un sostanziale miglioramento della precisione si ottiene ricorrendo alla tecnica denominata Differential Global Positioning System (DGPS). Tale tecnica prevede l’impiego di due ricevitori: - uno che effettua il rilievo in campo (Rover); - uno posto su un punto di coordinate note (Comunity Base Station o Base) che registra le variazioni di posizione, dovute all’interferenza della ionosfera. In ogni unità di tempo, la base calcola e registra lo scarto d’errore tra le coordinate note del punto di stazionamento e quelle ottenute tramite i satelliti. La correzione può essere applicata successivamente al rilevamento in campo, in post-processing (PP-DGPS), o comunicata dalla base al rover durante lo stesso rilevamento in real-time (RT-DGPS), attraverso un collegamento radio tra base e rover. Qualora si stiano rilevando punti cospicui, linee o poligoni da riportare in cartografia, si potrà operare in PP-DGPS, data la capacità della strumentazione di memorizzare i dati rilevati, ciascuno dei quali verrà corretto successivamente al rilievo. Qualora sia invece necessario conoscere la propria posizione corretta nel momento stesso del rilievo (per esempio durante la materializzazione o il ritrovamento di punti di campionamento inventariali) conviene ricorrere alle tecniche di RT-DGPS. La RT-DGPS, oltre alla connessione radio con la base, può essere effettuata appoggiandosi ad una seconda costellazione di satelliti. Di recente l’attivazione della costellazione di satelliti WAAS-EGNOS e le possibilità offerte dal sistema Galileo, tutti sistemi ad accesso gratuito, permettono un significativo aumento della precisione dei rilievi in tempo reale anche su sistemi GPS a basso costo (Mussumeci et al., 2004). In Italia sono disponibili diverse soluzioni per l’applicazione della RT-DGPS, da stazioni radio realizzate ad hoc per i rilievi, all’uso di sistemi che si appoggiano alla rete GSM. In una recente esperienza di (Cina e Piras 2004) è dimostrato come, avvalendosi di un sistema palmare GPS a basso costo e di immagini ad alta risoluzione, sia possibile aggiornare la cartografia con elevata precisione tramite RT-DGPS su GSM. La correzione differenziale (DGPS) consente di rimuovere gran parte degli altri errori intrinseci (effemeridi dei satelliti, deriva degli orologi, ritardo ionosferico e troposferico), mentre non è efficace per gli errori dovuti a PDOP e al fenomeno del multipath. Il passaggio da usi stand-alone alle tecniche differenziali riduce l'errore da 50-100 m a 2-5 m in riferimento al singolo posizionamento, fino a valori submetrici nel caso di acquisizione stazionaria di più posizionamenti e successivo calcolo della posizione media. Posizionamenti derivati da rilevamenti dinamici, quali aggiornamenti della viabilità forestale o di confini particellari, risultano avere una minore precisione rispetto a quelli derivati da rilevamenti statici basati sul rilievo di singoli punti. Tuttavia, in questo secondo caso risulta fondamentale l’ottimizzazione dei tempi di stazionamento e del numero di posizioni da raccogliere. Impiegando i ricevitori attualmente disponibili, stazionamenti di 15-20 minuti, con PDOP mask impostata a 4, e rilievo della posizione ogni 6,43 s , dovrebbero garantire errori di posizionamento istitutivo di punti di campionamento sotto copertura arborea dell'ordine di 1 metro (RMS). Date le velocità di acquisizione effettive riscontrate, le posizioni da raccogliere in tali posizionamenti stazionari dovrebbero essere in numero compreso tra 140 e 180. Fuori copertura arborea 10 minuti di stazionamento (400 posizioni, ossia una posizione ogni 1,5 s) sono già sufficienti per mantenere l'errore entro 0,5 m (Scrinzi et al., 1999). Per le sue caratteristiche di precisione e relativa facilità d'uso, il GPS si sta rapidamente diffondendo nel settore del rilievo tematico del territorio, dove tende progressivamente ad affiancare e sostituire le tradizionali tecniche topografiche. Anche in ambito forestale esso sta dimostrando indubbie potenzialità nel rispondere alle esigenze operative in molteplici situazioni, quali: - rilievo dei confini particellari in campo; - individuazione di aree di saggio posizionate con campionamento casuale o stocastico in ufficio; - rilevazione delle coordinate di aree di saggio individuate in campo; - perimetrazione di aree; - tracciamento della viabilità forestale; - rilevazione dei punti di base per la poligonazione e l’individuazione topografica di singoli alberi; - delimitazione di tematismi per realizzazioni cartografiche. L’impiego del GPS nel settore forestale ha inoltre favorito lo sviluppo dell’integrazione tra dati a terra e dati telerilevati consentendo una stratificazione delle informazioni estremamente precisa e dettagliata. L’utilizzo del sistema GPS è ormai consuetudinario anche nell’ambito dei rilievi inventariali in modalità dinamica per la “navigazione” in bosco, per ridurre i tempi necessari al raggiungimento dei punti di sondaggio. |
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