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   20-Giu-2008  Stampa solo questa pagina  Mostra la mappa

Ingegneria forestale

a cura di Prof. Salvatore

La locuzione “Ingegneria Forestale” qui usata abbraccia tutte le materie ingegneristiche del settore forestale.

Come data ex post di questa sintesi si assumerà il 1869, anno di fondazione dell’Istituto Forestale di Vallombrosa, sorto allo scopo “di formare abili amministratori e ingegneri forestali” (Patrone, 1970). La Scuola di Vallombrosa dopo il Di Bérenger, che la diresse dalla fondazione al 1877, fu retta dal 1878 al 1909 dall’ingegnere Francesco Piccioli che vi insegnò “Matematica pura e applicata”, e “Architettura civile, stradale ed idraulica” . Col nome di ‘Architettura’ si denotavano in quel tempo le ‘Costruzioni’, sicché la cattedra del professor Francesco Piccioli (si premette per l’ultima volta il suo nome di battesimo per distinguerlo dal figlio Ludovico che in quello stesso istituto diventerà professore di Selvicoltura) comprendeva, usando le denominazioni odierne, le seguenti materie: “Costruzioni forestali”, “Costruzioni stradali”, “Sistemazioni idraulico-forestali”. A giudicare dalla sua bibliografia gli interessi scientifici principali del Piccioli furono la matematica, l’assestamento forestale e le sistemazioni idraulico-forestali. Egli pubblicò un lavoro di “Calcolo delle differenze finite applicato alla scienza forestale” scaturito dalla interpretazione matematica delle curve delle masse legnose, tradotto in tedesco, e letto, si vuole, da Einstein che, pare, se ne sia servito per i suoi calcoli sulla relatività (Gabbrielli, 2005). Nel 1886 si recò in Francia a visitare i lavori di sistemazione idraulico-forestale eseguiti sotto la direzione del Demontzey. Di questo viaggio di studio nel 1887 pubblicò un resoconto dal titolo “Sui rimboschimenti eseguiti in Francia”, che fu ampiamente citato da Tornani, Sanjust di Teulada, Pasini e D’Urso nel loro libro di cui si dirà appresso. Pubblicò anche un trattato su “Boschi e torrenti”. Con Valentini (1892), Tornani et al. (1895) e con Piccioli (1905) comincia la moderna trattazione delle Sistemazioni idraulico-forestali che esistevano da tempo come tecnica artigianale, spontanea, e che cominciarono a essere codificate nel 1688 ad opera di Vincenzo Viviani, allievo di Galilei. Sulle origini, sui canoni fondanti e sugli sviluppi delle Sistemazioni idraulico-forestali si veda Puglisi:

  • Le origini delle Sistemazioni idraulico-forestali in Italia. La Scuola di Vallombrosa, 2003, in Fondazione San Giovanni Gualberto – Osservatorio Foreste e Ambiente, I Quaderni n.1, Edizioni Vallombrosa;
  • Le Sistemazioni idraulico-forestali: dalla correzione dei torrenti alla ricostruzione morfologica degli alvei, 2006, in «Riqualificazione ambientale dei corsi d’acqua», Quaderni di Idronomia Montana n. 25,ed. Nuova Bios, Cosenza;
  • Il compendio di un trattato, Nota introduttiva a Tornani, Sanjust di Teulada, Pasini, D’Urso, «Sulla correzione dei torrenti nella Svizzera, nella Francia e nella Carinzia [1895]», (ristampa anastatica), 2007, ed. Nuova Bios, Cosenza.

La locuzione ‘Sistemazioni idraulico-forestali’ entra nella legislazione italiana con il Regolamento 26 marzo 1905, n.173 per l’esecuzione della legge 31 marzo 1904 n. 140 portante provvedimenti a favore della Provincia di Basilicata, e diventerà titolo dell’insegnamento (affidato all’ispettore forestale, ing. Manfredi De Horatiis) nell’Istituto Superiore Forestale Nazionale di Firenze, trasferitovi con questa nuova denominazione da Vallombrosa. Nel 1936 la scuola verrà incorporata nell’Università e diventerà Facoltà di Agraria (Fig.1).

Il prof. De Horatiis pubblicò nel 1930 il suo fondamentale trattato “Istituzioni di Idronomia Montana”, il cui titolo significa ‘governo delle acque nei rilievi’. Si tratta di una locuzione aulica che in onore del Maestro ‘ è stata adottata dai professori ordinari di Sistemazioni idraulico-forestali di Bari, Firenze, Padova nel 1982 come nome dell’Associazione Italiana di Idronomia (AIDI) da loro fondata per il progresso delle Sistemazioni idraulico-forestali. L’AIDI è sempre attiva e pubblica un numero all’anno (se necessario in più tomi) dei Quaderni di Idronomia Montana. La collana è giunta al numero 27 e se ne stanno preparando tre tomi per il n. 28 dell’anno in corso. E’ d’interesse, per il Portale, il n.2 dei Quaderni, uscito nel 1983, con la bibliografia italiana delle Sistemazioni idraulico-forestali dalle origini al 1980 (n. 1706 voci), a cura del prof. Benini et al..

Dopo il trattato di De Horatiis, furono pubblicati prima e dopo la seconda guerra mondiale le seguenti opere principali:

  • Hofmann A., La sistemazione idraulico. forestale dei bacini montani , 1936, UTET, Torino
  • Di Tella G. & Bay F., La correzione dei torrenti, 1939, Edagricole, Bologna
  • Romiti G. & Romiti A., La sistemazione dei bacini montani, 1957, UTET, Torino
  • Benini G.,Sistemazioni idraulico-forestali, 1990, UTET, Torino
  • Ferro V., La sistemazione dei bacini idrografici, 2006 [2a edizione], McGraw-Hill, Milano
  • Maione U., La sistemazione dei versanti e dei corsi d’acqua montani, 2007 [2a edizione], Nuova Bios, Cosenza.

Le costruzioni forestali sino al  1975 facevano parte del raggruppamento concorsuale a  cattedra delle Sistemazioni idraulico.forestali. Dopo che se ne staccò è diventata ancella delle Costruzioni rurali . L’unico libro di testo è quello del prof. Mazzalai dell’Università di Padova, docente di questa materia nel corso di laurea in Scienze forestali, che si intitola “Elementi di costruzioni forestali” (s.d.), i cui contenuti (in parte propedeutici alle Sistemazioni e in parte professionali) sono:

  • elementi di scienza delle costruzioni
  • elementi di geotecnica
  • strade forestali
  • piste da sci.

In altre università, nelle lezioni di questa materia vi sono anche capitoli dedicati ai fabbricati rurali.

 
 
 
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