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Indice argomenti - Selvicoltura - Biodiversità - Specie e ecosistemi

   20-Mar-2007  Stampa solo questa pagina  Mostra la mappa

Specie e ecosistemi

a cura di Susanna Nocentini

  • Le relazioni tra diversità di specie e funzionamento degli ecosistemi sono state oggetto di lunghi dibattiti fra gli ecologi. Nel corso degli ultimi 30 anni le opinioni dominanti sono passate dal concetto che «sistemi diversificati sono più stabili nel loro funzionamento» a quello secondo cui «sistemi diversificati sono meno stabili» e poi di nuovo al primo (Perry e Amaranthus, 1997).
  • Secondo la definizione di Angermeier e Karr (1994) la perdita di una sola specie indigena diminuisce l’integrità di un ecosistema. Lawton (1994) elenca quattro diverse ipotesi sui rapporti fra specie e funzionamento degli ecosistemi:
    1. Ipotesi delle specie ridondanti: la maggior parte delle specie sono ridondanti nel loro ruolo ecologico. Solo poche specie chiave sono fondamentali per il resto del sistema (Walker, 1992; Lawton e Brown, 1992; Berryman, 1993).
    2. Ipotesi ribattino (rivet): tutte le specie contribuiscono al corretto funzionamento dell’ecosistema, ossia tutti i componenti sono interrelati. Il termine ribattino è stato usato per primo da Leopold, e poi ripreso da Ehrlich e Ehrlich (1981) per analogia con un aereo dove ogni ribattino è fondamentale per tenere insieme la struttura.
    3.   Ipotesi della risposta idiosincratica: la diversità e la funzionalità sono collegate, ma la complessità dell’organizzazione degli ecosistemi rendono impossibile predire come un determinato sistema risponderà all’eliminazione di una specie.
    4. Ipotesi zero: l’eliminazione o l’aggiunta di una specie non influenza il funzionamento dell’ecosistema.
  • Secondo Perry e Amaranthus (1997) pochi ecologi sono d’accordo con l’ipotesi zero. L’ipotesi idiosincratica trova quasi tutti d’accordo: nessun ecologo potrebbe negare, in senso generale, l’imprevedibilità della natura. Le ipotesi su cui si incentra il dibattito sono sostanzialmente le prime due, che si sintetizzano nella domanda: «quale livello di diversità è necessario per mantenere un funzionamento stabile dell’ecosistema?» Esaminando l’abbondante letteratura su questa problematica i due autori concludono che la funzionalità degli ecosistemi probabilmente dipende sia dalla ridondanza di specie sia dalla presenza di alcune specie chiave. È l’interazione fra specie e processi che non solo crea l’interdipendenza, ma definisce anche l’ecosistema. Purtroppo le conoscenze scientifiche necessarie per capire le complesse interazioni che caratterizzano le dinamiche ecologiche sono ancora alla fase iniziale. Per questo motivo una notevole cautela dovrebbe essere usata quando si valuta se la perdita di specie ha avuto un impatto sui sistemi più ampi. L’effetto stabilizzante potrebbe manifestarsi in presenza di situazioni particolari di stress. Inoltre, la ridondanza nei processi fondamentali può mascherare l’indebolimento della capacità di reazione dell’ecosistema: secondo la metafora dell’aereo la perdita di qualche ribattino può non avere conseguenze per il volo in condizioni di tempo sereno, ma può provocare un disastro durante un temporale.
  • Secondo Ehrlich e Daily (1993) le principali ragioni per cui è estremamente difficile definire una soglia di diversità specifica che garantisca la funzionalità degli ecosistemi stessi e i loro servigi sono due. Innanzitutto la qualità dei benefici, forniti dagli ecosistemi a livello locale, sembra essere strettamente connessa alle popolazioni effettivamente presenti nell’area, ma risulta complesso definire il valore di ciascuna specie nel mantenere la funzionalità dell’ecosistema perché si creano molteplici interazioni tra le specie e le popolazioni stesse. Inoltre, la perdita di biodiversità implica una riduzione della adattabilità dei sistemi ai cambiamenti ambientali.
  • Myers (1993) applicando il principio precauzionale, sostiene che, da un punto di vista bio-ecologico, il numero di specie ottimale per garantire il funzionamento di un determinato ecosistema è il numero massimo.
 
 
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