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Indice argomenti - Selvicoltura - Sostenibilità forestale

   20-Mar-2007  Stampa solo questa pagina  Stampa pagina con tutte le sottopagine  Mostra la mappa

Scheda 3. - La concezione forestale di sostenibilità

a cura di Susanna Nocentini

I criteri emersi dalla Conferenza di Helsinki (1994) e dal Montreal Process (1995) per una gestione sostenibile delle foreste, imprescindibilmente legata alla questione della qualità della vita per le prossime generazioni, sono:

  1. Conservazione e potenziamento della biodiversità
  2. Mantenimento e potenziamento del contributo delle foreste nel ciclo globale del carbonio
  3. Mantenimento e potenziamento delle potenzialità produttive (prodotti legnosi e non)
  4. Conservazione dello stato di funzionalità e vitalità delle foreste
  5. Conservazione della funzione protettiva soprattutto per i riflessi sulla conservazione delle risorse suolo e acqua
  6. Mantenimento e sviluppo multifunzionale delle funzioni e dei benefici di carattere ambientale, sociale, economico dei sistemi forestali (Schlaepfer, 1997).

Il concetto di gestione sostenibile è stato accolto dai forestali con una serie alquanto differenziata di interpretazioni e di reazioni.

Schlaepfer (1997) ritiene che, nonostante gli sforzi per arrivare a una definizione univoca dei criteri di sostenibilità, ancora molti sono i limiti e le questioni irrisolte intorno al concetto di sostenibilità definito dalle diverse risoluzioni internazionali - spesso eluse a livello politico e non adeguatamente affrontate a livello di ricerca scientifica. Egli si pone le seguenti domande:

  1. a quale scala spaziale (locale, regionale, nazionale, internazionale, globale) e temporale (breve, medio, lungo periodo) è più opportuno perseguire questi criteri di sostenibilità?
  2. come trovare risposte operative laddove la questione della gestione sostenibile si scontra con esigenze d’utilizzazione delle risorse che possono comportare usi conflittuali tra le risorse stesse (es. produzione di legno/conservazione e miglioramento dell’habitat per specie in pericolo d’estinzione)?
  3. come operare dato il limitato quadro di conoscenze scientifiche, non tanto a livello d’ecologia degli ecocosistemi, quanto più a scala di sistemi di ecosistemi (lanscape scale), sugli effetti diretti e indiretti della pressione antropica?
  4. come proporre e sostenere una concezione di sostenibilità in un quadro di sviluppo demografico crescente?

Gale e Cordray (1991), cercando una risposta alla domanda «cosa devono sostenere le foreste»?, ne individuano otto che rappresentano otto diversi, anche se non rispettivamente esclusivi, approcci concettuali:

  1. sostenere un prodotto principale;
  2. sostenere la comunità sociale, cioè l’assolvimento dei bisogni umani locali, soprattutto per comunità che dipendono da segherie, ecc.;
  3. sostenere la produzione di un insieme vario di prodotti e servigi utili per l’umanità;
  4. sostenere il villaggio globale: le preoccupazioni e le valutazioni vanno fatte secondo una prospettiva mondiale;
  5. sostenere ecosistemi autosufficienti, ben bilanciati;
  6. sostenere gli ecosistemi esistenti, anche se in parte alterati;
  7. sostenere ecosistemi intatti con scopi di assicurazione contro disastri;
  8. sostenibilità centrata sull’ecosistema: la natura esiste per sé e non solo per il bene dell’uomo: approccio biocentrico, che si traduce nella preservazione.

Secondo Poore (1989) la “sostenibilità” è un concetto ambiguo. Esso può essere espresso solo in relazione a prodotti o benefici specifici derivati dalle foreste e da specifiche risorse forestali.

Secondo Johnson (1993) negli ultimi anni la sostenibilità è diventata il concetto centrale invocato nel tentativo di ridefinire le relazioni uomo-natura. Tutti sono per la sostenibilità come quasi tutti sono per la giustizia. La nozione di sostenibilità è attraente, in parte perché sembra offrire un terreno intermedio fra mali estremi: da una parte il consumo mal informato, inefficiente, a breve termine e insostenibile, dall’altra parte nessun tipo di consumo (sostenibile per gli ecosistemi, ma non per l’umanità). Ma a suo parere la gestione forestale sostenibile rischia di rimanere un concetto frustrante se non si considererà più attentamente cosa si vuole sostenere, per il bene di chi e perché.

 
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